TERZO CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA VITICOLTURA DI MONTAGNA

Il CongressoSi è concluso lo scorso 12/14 maggio il Terzo Congresso Internazionale sulla Viticoltura di Montagna, organizzato in collaborazione con la Provincia Regionale di Catania.
Il congresso che ha avuto come tema principale il “Contributo della viticoltura di montagna e/o in forte pendenza allo sviluppo sostenibile dei territori”, ha visto l’affluenza di un gran numero di specialisti, ricercatori e tecnici stranieri in rappresentanza di ben 11 paesi   a sottolineare e ribadire l’importanza e il ruolo economico e sociale che la viticoltura di montagna e in forte pendenza ricopre in molte regioni. Circa 80 lavori, suddivisi tra presentazioni orali e poster in tre sessioni:
Sessione I Aspetti positivi e opportunità di sviluppo della viticoltura di montagna e/o in forte pendenza dal punto di vista: tecnico, ambientale, economico, culturale, turistico.
Sessione II Problematiche e rischi della viticoltura di montagna e in forte pendenza dal punto di vista: tecnico, ambientale, economico, culturale, turistico.
Sessione III Proposte di sviluppo e esempi di successo della viticoltura di montagna e/o in forte pendenza dal punto di vista tecnico, ambientale, economico, culturale, turistico.
Durante le tre giornate del congresso sono stati, quindi, analizzati i punti di debolezza ma anche sottolineati i punti di forza di questa viticoltura che non può essere confrontata con il resto della viticoltura perché presenta caratteri speciali e unici.
Dalle varie relazioni presentate si evince che la viticoltura di montagna e in forte pendenza non potrà essere salvaguardata se non con sforzi concreti, proporzionali ai pericoli che la minacciano.
Nell'ultima giornata, al termine delle presentazioni scientifiche, si è tenuta anche una tavola rotonda  dal titolo  “Gli strumenti per assicurare l’avvenire della viticoltura di montagna e in forte pendenza”, alla quale hanno partecipato l’On. Giovanni La Via, Parlamentare Europeo, relatore permanente della Commissione Bilancio, Michele ALESSI, responsabile settore vitivinicolo alla direzione generale delle politiche comunitarie e internazionali di mercato, del Ministero delle politiche agricole; M. Joël Giraud Vice presedente AEM – Assemblea Europea della Montagna  - Vice Presidente della regione Provence-alpes-Côte d’Azur; il vice presidente dell’OIV François Murisier, il Presidente del Comitato direttivo dell’AREV (CEPV), Claudio Rosso; e altri membri di organizzazioni nazionali e internazionali del vino.  
La tavola rotonda aveva lo scopo di mettere in risalto le necessità e le attenzioni che la viticoltura di montagna e in forte pendenza richiede soprattutto in vista della preparazione della nuova OCM e della liberalizzazione dei diritti di impianto, per scongiurare la perdita di identità e cultura che rappresenta la forza di molti territori.  
Importante a questo proposito l’intervento dell’On. Giovanni La Via, in quale ha affermato che: Il ruolo della viticoltura di montagna e in forte pendenza, ossia di quella viticoltura definita "eroica" per le difficoltà riscontrate nel processo produttivo, é notevole  e rientra appieno, in considerazione delle notevoli funzioni espletate, nell'ambito dei "public goods", la cui inclusione nella PAC dopo il 2013 è, da più parti, auspicata".
Anche Michele Alessi si sofferma sulla necessità di implementare gli strumenti che già esistono nell’ambito dei PSR per il sostegno a questa viticoltura. Dario Cartabellotta direttore generale dell’Istituto della Vite e del Vino ha ribadito un concetto espresso anche da alcuni congressisti e cioè la necessità di migliorare il sistema di informazione e di comunicazione di  questa viticoltura, per meglio diffondere la sua realtà ed identità e per meglio far conoscere il Cervim e le attività da esso svolte.
Infine il Presidente del CERVIM François Stevenin ha concluso ribadendo la necessità che i criteri identificativi della viticoltura di montagna e in forte pendenza siano ufficialmente riconosciuti dalla Comunità Europea come parametri identificativi di tale  viticoltura ,così come richiesto tra gli altri da Costantino Charrère presidente FIVI e da Mauro Jaccod, viticoltore e presidente della Cooperativa “Caves du Vin Blanc.”  Ciò renderà possibile la concretizzazione di una base tangibile di lavoro per la realizzazione di progetti di sviluppo e di valorizzazione per tutte le zone che vi appartengono.

In allegato sono disponibili gli atti del Congresso.

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