Si è concluso il IV Congresso Internazionale sulla Viticoltura di Montagna

Tavolo tecnico

Il 4° Congresso internazionale sulla viticoltura di montagna e in forte pendenza, intitolato “La viticoltura riconquista i pendii” si è svolto a Lione (F) dal 7 al 9 novembre 2012, co-organizzato dal Cervim e dal Comité de Pilotage Vitivinicole del Rhône-Alpes e con il patrocinio dell’OIV (Organisation Internationale de la Vigne et du Vin).

In alcune regioni si assiste, oramai da qualche anno, alla riconquista o al consolidamento della viticoltura in pendenza, mentre in altre zone, soprattutto in quelle che risentono maggiormente della crisi economica, la viticoltura ha difficoltà a mantenersi sui pendii.

Le visite tecniche organizzate, nella Côtes du Rhône settentrionale, nel Beaujolais e in Savoia hanno ben rappresentato questa tendenza. Nei territori dove l’immagine del prodotto è forte, come nella Côte Rôties, la viticoltura rimane saldamente posizionata sui pendii o addirittura vede l’aumento di impianti di nuovi vigneti terrazzati. In altre zone, al contrario, come nel Beaujolais si devono trovare nuove misure e sistemi per salvaguardare i vigneti in pendenza.

La presentazione, sia orali che poster, presentate al Congresso e suddivise in 3 sessioni, hanno ben illustrato il tema generale del Congresso.

 

Sessione I: Innovazioni tecniche per la gestione dei vigneti in forte pendenza

La conduzione dei vigneti di montagna ed in forte pendenza richiede un elevato numero di ore/ha di mano d’opera, tenuto conto della minima possibilità di meccanizzazione. Da decenni i Centri di Ricerca che si occupano di questi tipi di viticolture hanno sviluppato innovazioni tecniche atte a ridurre le ore di mano d’opera senza penalizzare le qualità enologiche delle uve e la sostenibilità ambientale, in particolare a livello di possibile impatto sulla conservazione dei suoli e della salvaguardia del paesaggio.

Nove relazioni orali e numerose altre sottoforma di poster sono state presentate in questa sessione da ricercatori provenienti da diversi Paesi.

Nell’introduzione della sessione è stata presentata una sintesi dei lavori prodotti, negli ultimi 40 anni, dagli esperti membri del GIESCO (Gruppo Internazionale di Ricerca sui Sistemi di Conduzione della Vite) sui sistemi di conduzione dei vigneti in pendenza.

In funzione delle particolarità dei vigneti riguardo alle condizioni topografiche (pendenza dei terreni, presenza e dimensioni delle terrazze), del clima, della struttura (orientamento dei filari, sistemi di allevamento), delle varietà e degli obiettivi enologici, sono stati definiti diversi tipi di innovazioni tecnologiche. Sono stati sviluppati e migliorati, negli ultimi anni, nuovi sistemi di meccanizzazione al fine di ridurre la mano d’opera e di rendere efficace la gestione dei vigneti. Visti gli elevati costi legati allo sviluppo di nuovi sistemi di meccanizzazione, la collaborazione tra le aziende produttrici, le cantine e i centri di ricerca diventa di fondamentale importanza per il successo di questo tipo di innovazione.

Le tecniche di irrigazione e di fertirrigazione, quando possibili, rappresentano un importante aiuto nella gestione del vigneto. Queste tecniche, se utilizzate correttamente, possono migliorare le performances della pianta e la qualità dell’uva evitando la vigoria eccessiva, controindicata per la qualità, e la perdita degli elementi minerali attraverso la lisciviazione. Sono stati presentati, inoltre, metodi di gestione dell’irrigazione attraverso la valutazione dello stato idrico della vite. La padronanza tecnica di gestione del suolo, la fertilità e la sua conservazione rappresentano un punto fondamentale per la viticoltura in forte pendenza. L’accurata scelta di appropriati sistemi di inerbimento, in funzione del tipo di suolo e di clima, risulta necessaria per evitare la concorrenza tra le diverse varietà erbacee. Gli effetti relativi alla densità d’impianto sulla qualità delle uve e dei vini, la ricerca del rapporto ottimale tra la superficie fogliare ed il carico di uva per le vigne condotte tradizionalmente o con la potatura “soft” sono stati i temi finali trattati in questa sessione.

 

Sessione II: Valorizzazione del patrimonio genetico, dei territori e dei paesaggi nella viticoltura di montagna e in forte pendenza

La II sessione è stata dedicata a quegli aspetti che possono essere considerati degli “atouts” per la viticoltura di montagna e in forte pendenza-

-         valorizzazione del patrimonio genetico: sovente i territori caratterizzati dalla viticoltura di montagna e in forte pendenza sono rappresentativi di varietà autoctone originali, che al giorno d’oggi sono ben identificate attraverso l’utilizzo di moderni sistemi di biotecnologie. Lavori di selezione clonale sono in corso su queste varietà in modo da conoscere meglio il potenziale qualitativo e la loro capacità di adattamento. Un migliore sviluppo di queste varietà può permettere anche una migliore valorizzazione dei vigneti di montagna e di forte pendenza.

-         Varietà dei suoli e del clima: i vigneti di montagna e di pendenza sono caratterizzati da grandi varietà a livello di geologia e pedologia dei suoli. Le glaciazioni, i sistemi franosi, le erosioni e gli effetti di fiumi e torrenti hanno considerabilmente contribuito alla modificazione dei suoli. La particolare topografia e l’altitudine hanno inoltre influenzato i climi che possono essere molto diversi su scale ridotte.

-         I paesaggi: I vigneti di montagna e di forte pendenza sovente costituiscono scenari di grande valore paesaggistico che bisogna tutelare. L’utilizzo di strumenti quali la “modélisation” o la carta dei paesaggi permettono di mobilitare tutti i soggetti interessati. Uno studio sperimentale ha cercato di analizzare la presa di coscienza del valore paesaggistico di queste viticolture da parte del consumatore. Tutti questi argomenti sono stati avvallati anche dal Presidente della Côte Vermeille a favore della salvaguardia dei territori caratterizzati dalla viticoltura eroica.

 

Sessione III: Aspetti economici e valorizzazione dei prodotti della viticoltura di montagna e in forte pendenza.

Una produzione di grande qualità è centrale per lo sviluppo della viticoltura di montagna e di forte pendenza, ma tutti gli sforzi tecnici, che sono alla base della ricerca, devono essere accompagnati da una politica di marketing specifica e adattata alle singole realtà.

L’analisi dei problemi legati alla crisi viticola che ha avuto inizio 15 anni or sono in Beaujolais ha permesso di identificare soluzioni relativamente alla ristrutturazione dei vigneti. I produttori hanno dovuto ripensare ai sistemi di allevamento dei loro vigneti, al loro paesaggio, alla loro economia e ai sistemi di promozione dei vini del Beaujolais. Nuove strategie sono state ricercate per creare altre opportunità economiche al fine di rivitalizzare e proteggere il paesaggio agricolo del Beaujolais. Sono state ricercate soluzioni che andavano dall’abbandono della monocoltura vite alla creazione di colture miste con orti e frutteti in modo da poter incrementare lo sviluppo dell’enoturismo e ricostruire l’immagine dei vini del Beaujolais.

Gli sforzi profusi per la rinascita dei vigneti del Tokay, a seguito di 40 anni di collettivismo, hanno dimostrato che era possibile, grazie alla ricerca della qualità ed al contributo tecnico e finanziario di produttori rinomati in altre parti del mondo, riconquistare i pendii e ritrovare la storica immagine del vino di Tokay.

 Gli studi effettuati dall’Osservatorio dell’Appennino Meridionale hanno analizzato le possibili opportunità della viticoltura di montagna nel sud Italia. L’innalzamento delle temperature dovuto al riscaldamento globale, può giocare un ruolo positivo per la viticoltura di montagna di queste zone d’Italia, se confrontato ai vigneti di pianura che accusano invece problemi di siccità e di temperature giornaliere estremamente alte.

Passando dai vigneti alla burocrazia, l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo in Italia ha realizzato, in collaborazione con le associazioni di produttori di uva e di vino, uno studio sulle misure da adottare per ridurre i problemi burocratici ed incoraggiare le autorità ad adottare un codice di buon senso in modo da semplificare i controlli sulla produzione vinicola.

Lo sviluppo di un concetto di marketing e di comunicazione specifico per le cantine che producono vini in contesti tipici della viticoltura eroica è stato l’oggetto di una relazione presentata al Congresso. Il bisogno di disporre di scelte ragionate di comunicazione e di collaborazione ben definite risulta essenziale e deve essere accompagnato da una maggiore attenzione da parte dei produttori relativamente a questo aspetto. L’utilizzo dei mezzi offerti da internet per promuovere i vini della viticoltura eroica come unici, risulta essere il metodo più economico e più efficace per le piccole realtà di produttori.

Sono state esposte nel dettaglio le azioni intraprese nell’ambito della Convenzione Europea del Paesaggio, finanziata dalla Commissione Europea, al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della salvaguardia dei paesaggi, in particolare quella del settore agricolo.

 

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