05.11.2016

Viticoltura asturiana motore di integrazione agricola e socioeconomica

I vantaggi per il settore agricolo ed imprenditoriale e le opportunità per lo sviluppo socioeconomico e culturale del Principato delle Asturie. Sono stati questi alcuni dei temi al centro del convegno sull’integrazione della viticoltura asturiana nel panorama internazionale, dove il presidente Cervim Roberto Gaudio ha presentato l’attività del Centro che tutela e promuove i vini eroici a livello internazionale ai viticoltori asturiani, rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico e produttivo.

Un appuntamento, quello di Oviedo, che insieme a quello di Santorini è l’ultimo di una serie di partecipazioni in Italia ed in Europa, con incontri territoriali con l’obiettivo di promuovere e mettere in sinergia le diverse viticolture eroiche a livello internazionale. E così si è passati da Banyuls a Monterosso, da Chambery a Conegliano e Sondrio, solo per citarne alcuni; senza dimenticare la presenza Cervim a eventi importanti come il Vinitaly di Verona ed il Salone del Gusto-Terra Madre di Torino.

Intanto agli inizi di novembre sono stati presenti in Valle d’Aosta, nell’ambito della collaborazione fra OIV (Organisation de la Vigne et du Vin) e Cervim, gli studenti del master post universitario di specializzazione in viticoltura ed enologia organizzato dall’AIUV.

Negli stessi giorni, il presidente Cervim, Roberto Gaudio, è stato a  Milano – all’interno di CIME, per moderare il convegno dal titolo “La viticoltura eroica nella macro regione alpina”, alla presenza di coltivatori da tutto l'arco alpino italiano e la Svizzera per raccontare la loro esperienza in montagna, tra complessità e potenzialità. Ospite d’onore il campione del mondo di ciclismo, Francesco Moser, che ha raccontato la sua esperienza di vignaiolo in Trentino Alto Adige. Tra gli interventi istituzionali quelli di Gianni Fava assessore all’agricoltura della Regione Lombardia e Renzo Testolin Assessore all'Agricoltura e Risorse naturali della Regione Autonoma Valle d'Aosta, oltre alle conclusioni di Osvaldo Failla professore in Scienze Agrarie e Ambientali - Produzione, Territorio, Agroenergia Università degli Studi di Milano.